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Il miracolo di Paquito e Chingotto: trionfano al Master Final

Addio in grande stile fra Paquito Navarro e Federico Chingotto, che nell’ultimo torneo insieme sbancano addirittura il Master Final che chiude 11 anni di World Padel Tour. Dopo la vittoria contro Coello/Tapia, a Barcellona superano anche Galan/Lebron e fanno festa. Nel femminile quarto titolo di fila per Brea/Gonzalez

Serve uno specialista degli addii? Citofonare Francisco Navarro, per tutti semplicemente Paquito. Nel 2022 il fenomeno di Siviglia aveva chiuso la sua collaborazione con Martin Di Nenno (stra)vincendo l’Open di Santander, e un anno e spiccioli più tardi ha fatto ancora di più per salutare Federico Chingotto, dividendo con l’argentino addirittura il trionfo al Master Final che ha messo fine alla gloriosa storia del World Padel Tour, capace di sviluppare il padel di oggi per poi cedere il passo a Premier Padel.

La loro è la vittoria più sorprendente dell’intero 2023: avevano già disputato cinque finali, alcune anche molto importanti (vedi il BNL Italy Major del Foro Italico o quello del Roland Garros), ma non erano mai andati davvero vicino al loro primo successo insieme. Se lo sono preso in grande stile al Palau Saint Jordi di Barcellona, che celebrava i maestri della stagione e fra i migliori 16 dell’anno ha incoronato loro, capaci di giocare un padel stellare in una delle occasioni più ambite. Perché dopo la rimonta vincente ai quarti contro Ruiz/Tello, sono stati loro a far fuori in semifinali i numeri uno Coello/Tapia (battuti per 4-6 6-4 6-4), e poi a battere anche la coppia più forte dell’ultima parte di stagione, ossia Ale Galan e Juan Lebron, arrivati al Master Final sulle ali dell’entusiasmo per il trionfo a Milano e determinati a ripetere la doppietta del 2022.

Ma stavolta si sono dovuti accontentare del secondo posto, battuti 6-1 6-4 in un match che di fatto è esistito solo nel secondo set, ma nel quale i rivali hanno semplicemente giocato meglio. Ne avevano di più, l’hanno dimostrato e sono diventati solamente la quarta coppia capace di vincere un titolo nei 28 tornei stagionali. Per Paquito è il 25esimo – e ultimo – titolo in carriera nel circuito WPT (e secondo Master Final: vinse nel 2016 con Sanyo Gutierrez, che ritroverà come partner nel 2024); per Chingotto è solamente il secondo dopo quello vinto nel 2020 a Las Rozas. In quel caso, la finale non venne giocata per un infortunio di Pablo Lima. Stavolta, quindi, la gioia è doppia, tripla, quadrupla. Anche perché Chingotto ha sempre raccolto meno di quanto meritasse. Prima o poi una ricompensa doveva arrivare.

Se il torneo maschile ha proposto la più grande sorpresa stagionale, il Master Final femminile è stato invece fedele ai risultati dell’ultimo periodo, incoronando di nuovo Delfi Brea e Bea Gonzalez. Le “Superpibas” arrivavano da tre successi consecutivi, due nel WPT (Malmo e Città del Messico) più il Premier P1 di Milano, e hanno firmato il poker a Barcellona, ribadendo di avere sul serio le armi per ambire nel 2024 alla piazza numero uno del mondo.

La conferma più rumorosa non è tanto il successo in finale, come già era accaduto a Milano, ma la vittoria in semifinale contro le leader stagionali Paula Josemaria e Ari Sanchez. È vero che le ultime due sono arrivate a fine anno col serbatoio praticamente vuoto, faticando a trovare quell’esplosività e quella brillantezza che ha permesso loro di inanellare 14 titoli nell’arco del 2023, ma chiudere l’anno con quattro titoli di fila e due vittorie consecutive contro le più forti permetterà a Gonzalez/Brea di lavorare nella pretemporada con motivazioni mai avvertite prima.

In finale la spagnola e l’argentina hanno superato per 6-4 6-1 le sorprese del torneo Jessica Castello e Aranzazu Osoro, capaci di raggiungere la prima finale insieme nell’occasione più preziosa, grazie a due successi di alta qualità, entrambi in rimonta. Aveva già fatto rumore la loro vittoria all’esordio contro Araujo/Salazar, ma le due hanno fatto ancora meglio in semifinale, battendo per 1-6 6-2 6-4 Marta Ortega e Gemma Triay. In finale non sono riuscite a ripetersi, ma anche per loro il 2023 termina col sorriso.

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