
Titolo: KPI & Padel. Cronache di un coach in trincea
Autore: Gian Paolo Allegretta
Se pensate che il mondo aziendale sia fatto solo di grafici lineari, strategie perfette e riunioni costruttive, è arrivato il momento di ricredervi. Con KPI & Padel. Cronache di un coach in trincea, il business coach e formatore comportamentale Gian Paolo Allegretta (fondatore e CEO di Bansō, nonché facilitatore certificato Lego Serious Play Method) firma un’opera tascabile di appena 55 pagine che si legge tutta d’un fiato, con il ritmo incalzante e adrenalinico di una partita di padel.

Tra riunioni surreali e trincee d’ufficio
Il libro ci catapulta direttamente sul campo di battaglia della vita aziendale vera, fatta di riunioni che sembrano comizi, organigrammi abbozzati su un tovagliolo di carta e manager intrappolati in KPI sterili che non salvano le persone. Attraverso un indice ironico e tagliente – che spazia da capitoli esilaranti come “HR: Risorse (molto) isteriche” e “Il cruscotto emotivo di Gigi” fino a momenti di profonda riflessione come “Il giorno in cui Dario chiese grazie” – l’autore scava sotto la superficie dei numeri. Ciò che emerge è una galleria di personaggi fin troppo familiari: ego ingombranti, ruoli confusi, deleghe mai concesse e la paura costante del giudizio. Allegretta mette a nudo una verità scomoda e spietata: le aziende non falliscono quasi mai per una cattiva strategia, ma per una cronica mancanza di rispetto e di ascolto autentico.
La metafora del Padel: ritmo, strategia e controllo Il parallelismo con il padel non è solo un vezzo stilistico, ma il vero asse portante del libro. Il padel fa anche da sfondo diretto a una delle scene chiave della narrazione. Proprio come in campo, dove la velocità di palla richiede riflessi pronti, intesa e gestione del compagno, la vita d’azienda richiede un equilibrio millimetrico tra controllo e rilascio. Il capitolo “Padel e delega – La schiacciata del controllo” sintetizza perfettamente il nocciolo della questione: voler gestire ogni singolo rimbalzo porta inevitabilmente all’errore.

Con uno stile ironico, graffiante e una lucidità disarmante, l’autore mantiene la tensione alta dall’inizio alla fine, accompagnando il lettore verso un epilogo ricco di acume, tutt’altro che banale. Questo romanzo manageriale non è un manuale accademico polveroso, ma un vero e proprio specchio per chiunque lavori in un’organizzazione: imprenditori, manager, HR o semplici dipendenti in cerca di riscatto. Fa ridere amaramente, riflettere sulle dinamiche di potere e – soprattutto – cambia radicalmente la prospettiva con cui si affrontano le sfide di tutti i giorni.
Un concentrato di intelligenza emotiva e pragmatismo, ideale da leggere tutto in un pomeriggio per chi vuole comprendere cosa si nasconde davvero dietro le quinte del business moderno.






